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Gentili Clienti,
è con gioia che vi comunico che SeFlow, si appresta ad ufficializzare l’ apertura di un nuovo datacenter in via caldera. L’ apertura ufficiale ed il reportage verranno rilasciati entro fine luglio.

Con l’ occasione abbiamo deciso di diventare AS (Autonomous System) permettendoci di decidere in piena autonomia gli instradamenti migliori verso i vostri clienti.

Inizialmente Saremo connessi alla rete utilizzando tre carrier:
kpnqwest (nostro partner diretto)
MIX (tramite kpnqwest)
CogentCO

Chiunque volesse testare la bontà della nuova rete potrà eseguire ping e traceroute verso: 95.141.32.254

Abbiamo, inizialmente annunciato, a tale struttura una rete di 4096 indirizzi IP
95.141.32.0/20

La struttura avrà una capienza iniziale 600 Server, ma è prevista l’ espansione per il secondo trimestre del 2010 di ulteriori 650unità portando quindi il sistema a regime con 1250 server attivabili che uniti agli attuali 1221 server porteranno la flotta seflow ad un totale di 2471 macchine… non male per una società di circa 4 anni!

A breve rilasceremo un reportage fotografico dei lavori, una descrizione dettagliata della struttura e molto molto altro.

Berlonghi Matteo

Continua il nostro tour alla scoperta dell’ infrastruttura SeFlow . In questo articolo parleremo dell’ impianto elettrico e del sistema di Power Remote Reboot. Tale sistema permette il riavvio fisico del server in caso di blocco del sistema senza l’ intervento di un nostro tecnico. L’ utilizzo di questa soluzione porta a forti vantaggi in quanto permette al cliente di riavere il sistema online in tempo reale, e permette a SeFlow di abbassare i carichi di lavoro dovuti alle richieste di riavvio. Un caso tipico può essere il sovraccarico del sistema, un out of memory o altro, che renda il sistema inutilizzabile e ingestibile da remoto. Col Power Remote Reboot il cliente effettua il login al pannello, clicca sul pulsante “cycle” e il server viene riavviato in tempo reale grazie alle prese di riavvio remoto IPM10i (descritte in seguito).

La nuova sala dati predisposta da SeFlow è suddivisa in 5 file da 7 rack ciascuno totalmente indipendente l’ una dall’ altra col proprio quadro elettrico. Per rendere maggiormente ridondante e isolato il sistema ogni singolo rack dispone di due prese separate completamente indipendenti. Nella foto di seguito noterete (dove segnato dalla freccia rossa) due cavi, con alle estremità le prese CEE 20, il sistema completamente ridondato per ciascun rack:

Prese Eletriche CEE20

L’ elettricità viene controllata da pannelli installati in ciascuna fila contenenti gli interruttori per ciascuna di esse. Ogni pannello dispone di 14 prese. Come potete vedere dalla foto successiva 12 sono gli interruttori numerati e rappresentano le prese in uso, le ultime due sono chiamate “riserve” in quanto il loro compito è entrare in funzione in caso di guasto ad uno degli interruttori in uso, garantendo così l’ erogazione del servizio anche in caso di guasti.

Pannello Elettrico

Le prese elettriche CEE 20 sono necessarie per l’ installazione degli apparati IPM10i che servono per gestire il riavvio dei server e fungono anche da ulteriore schermo di protezione da eventuali sbalzi di tensione. Spesso infatti si installano stabilizzatori, UPS a monte del sistema elettrico sottovalutando il problema di eventuali scarichie o corti circuiti causati dalle singole macchine connesse alla stessa ciabatta con la conseguenza che tutti i server di quell’ apparato ne risentiranno. I prodotto cyclades ipm10i sono progettati per isolare ogni singola presa ed in caso di anomalie ad una di esse isolarle da tutto l’ apparato limitando quindi il guasto alla singola macchina.

(apparati ipm10i con display di consumo istantaneo)

IPM10i

Gli apparati IPM10i (parzialmente coperti dai cavi dello switch) vengono gestiti in cascata, in piena sicurezza, mezzo console seriale. Nella foto successiva potrete vedere le connessioni tra i vari apparati (cavi blu). Ogni ipm10i è dotato di 10 prese cee13 che porteranno elettricità ai singoli server.

(retro ipm10i)

Retro IPM10i

Gli apparati vengono gestiti da un master, un AVCENT ALTERPATH ACS4 basato su kernel linux 2.6. La gestione avviene tramite connessione seriale ed ogni master è in grado di supportar fino a 512 prese contemporaneamente distribuite sulle 4 porte seriali disponibili. Nella foto seguente è in uso una sola porta (cavo bianco nel centro). La stanza a pieno regime utilizzerà a pieno il master. I clienti gestiranno le proprie prese connettendosi al master tramite interfaccia http, nel quale comparirà un pannello grafico molto intuitivo. La connettività viene garantita tramite porta fastethernet integrata (cavo blu).

(master)

Alterpath acs4

Chiudo questo articolo con la foto del primo rack attivato nella nuova stanza. La foto penso si commenti da sè :-)

Rack01Rack

Nel prossimo articolo pubblicheremo le foto, con relativa spiegazione, dell’ infrastruttura per i server virtuali.

A risentirci presto…..

Matteo Berlonghi

Da qualche giorno abbiamo iniziato i lavori della nuova sala dati, i test di startup, di una parte della sala, saranno completati a partire da martedì 25 settembre 2007, Da allora inizieremo le prime attivazioni nella nuova struttura. Le novità sono molteplici, primo tra tutte l’ aggiunta di un nuovo link alla nostra connettività di tipo gigaethernet per garantire maggiore disponibilità di banda e minori tempi di latenza (utile soprattutto per i gameserver). La nuova stanza , nome in codice: mosca bianca, è completamente modulare, permettendo di lavorare sui singoli componenti senza dover interrompere l’ erogazione generale del servizio. La sala, di 85mq, può contenere un massimo di 35 nuovi rack, in grado di ospitare fino a 700 macchine. Ogni rack è composto da due impianti elettrici completamente separati  collegati a ciabatte cyclades IPM10i:

(quadro elettrico per la gestione modularizzata di ogni fila di rack)
Quadro elettrico

(rack già cablati e pronti all’ uso)
Rack Cablati

Nel momento in cui scrivo 3 file di rack sono già pronte all’ uso. Il sistema di areazione ,completamente ridondato, è composto da due condizionatori ognuno in grado di compensare l’ eventuale guasto del suo gemello. I condizionatori si trovano su impianti completamente separati garantendone la ridondanza completa.

I rack da utilizzare sono già nella stanza, anche se non ancora cablati, così da evitare dispersioni di calore inutili durante il trasporto in sala.

(rack ancora da cablare)
Rack da cablare

Come precedentemente detto, la modularità dell’ infrastruttura permette la successiva integrazione dei nuovi rack senza crear downtime o disservizi ai clienti, anche perchè la parte non ancora cablata non è al momento agibile :-)

(parte della sala da completare)
Sala non completa

La connessione tra i vari switch sarà completamente in fibra, mentre per portare la connettività alle macchine si useranno i classici cavi in rame. Visto il numero di server sarà necessaria un’ ottima scorta:

(cavi con rj45)
cavi

Abbiamo inoltre riservato uno spazio nel quale realizzare “l’ area di manutenzione”, verranno posizionati dei piani di lavoro dove i clienti o i tecnici potranno operare fisicalmente. Saranno a disposizione alcuni utensili e ci sarà un magazzino per la sostituzione di hardware danneggiato.

(area di lavoro da ultimare)
Area di lavoro

Nei prossimi articoli vi mostreremo lo stato di avanzamento dei lavori e la nuova connettività.

A risentirci presto…..

Matteo Berlonghi