Continua il nostro tour alla scoperta dell’ infrastruttura SeFlow . In questo articolo parleremo dell’ impianto elettrico e del sistema di Power Remote Reboot. Tale sistema permette il riavvio fisico del server in caso di blocco del sistema senza l’ intervento di un nostro tecnico. L’ utilizzo di questa soluzione porta a forti vantaggi in quanto permette al cliente di riavere il sistema online in tempo reale, e permette a SeFlow di abbassare i carichi di lavoro dovuti alle richieste di riavvio. Un caso tipico può essere il sovraccarico del sistema, un out of memory o altro, che renda il sistema inutilizzabile e ingestibile da remoto. Col Power Remote Reboot il cliente effettua il login al pannello, clicca sul pulsante “cycle” e il server viene riavviato in tempo reale grazie alle prese di riavvio remoto IPM10i (descritte in seguito).
La nuova sala dati predisposta da SeFlow è suddivisa in 5 file da 7 rack ciascuno totalmente indipendente l’ una dall’ altra col proprio quadro elettrico. Per rendere maggiormente ridondante e isolato il sistema ogni singolo rack dispone di due prese separate completamente indipendenti. Nella foto di seguito noterete (dove segnato dalla freccia rossa) due cavi, con alle estremità le prese CEE 20, il sistema completamente ridondato per ciascun rack:

L’ elettricità viene controllata da pannelli installati in ciascuna fila contenenti gli interruttori per ciascuna di esse. Ogni pannello dispone di 14 prese. Come potete vedere dalla foto successiva 12 sono gli interruttori numerati e rappresentano le prese in uso, le ultime due sono chiamate “riserve” in quanto il loro compito è entrare in funzione in caso di guasto ad uno degli interruttori in uso, garantendo così l’ erogazione del servizio anche in caso di guasti.

Le prese elettriche CEE 20 sono necessarie per l’ installazione degli apparati IPM10i che servono per gestire il riavvio dei server e fungono anche da ulteriore schermo di protezione da eventuali sbalzi di tensione. Spesso infatti si installano stabilizzatori, UPS a monte del sistema elettrico sottovalutando il problema di eventuali scarichie o corti circuiti causati dalle singole macchine connesse alla stessa ciabatta con la conseguenza che tutti i server di quell’ apparato ne risentiranno. I prodotto cyclades ipm10i sono progettati per isolare ogni singola presa ed in caso di anomalie ad una di esse isolarle da tutto l’ apparato limitando quindi il guasto alla singola macchina.
(apparati ipm10i con display di consumo istantaneo)

Gli apparati IPM10i (parzialmente coperti dai cavi dello switch) vengono gestiti in cascata, in piena sicurezza, mezzo console seriale. Nella foto successiva potrete vedere le connessioni tra i vari apparati (cavi blu). Ogni ipm10i è dotato di 10 prese cee13 che porteranno elettricità ai singoli server.
(retro ipm10i)

Gli apparati vengono gestiti da un master, un AVCENT ALTERPATH ACS4 basato su kernel linux 2.6. La gestione avviene tramite connessione seriale ed ogni master è in grado di supportar fino a 512 prese contemporaneamente distribuite sulle 4 porte seriali disponibili. Nella foto seguente è in uso una sola porta (cavo bianco nel centro). La stanza a pieno regime utilizzerà a pieno il master. I clienti gestiranno le proprie prese connettendosi al master tramite interfaccia http, nel quale comparirà un pannello grafico molto intuitivo. La connettività viene garantita tramite porta fastethernet integrata (cavo blu).
(master)

Chiudo questo articolo con la foto del primo rack attivato nella nuova stanza. La foto penso si commenti da sè
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Nel prossimo articolo pubblicheremo le foto, con relativa spiegazione, dell’ infrastruttura per i server virtuali.
A risentirci presto…..
Matteo Berlonghi

4 comments
Comments feed for this article
10 Ottobre, 2007 a 6:58 pm
ferocious
Complimenti! Volevo una informazione, e pertanto riporto dalla vostra pagina sul Remote Control la seguente spiegazione: “SeFlow mette a disposizione un proprio sistema di gestione remota comprensivo di sistema di riavvio fisico della macchina e gestione completa del sistema anche se non raggiungibile nel web. Sarà inoltre possibile reinstallare completamente il sistema operativo senza intervento umano ed in tempo reale! Durante la reinstallazione potrete personalizzare il partizionamento e decidere tra diversi o.s. disponibili.” L’IPM10 lo usate per fare il reboot della macchina, ma il PXE come funziona? Se volessi optare per la colocation di un mio server, dovrei preoccuparmi soltanto di avere una scheda di rete che lo supporti o c’è dell’altro da considerare?
10 Ottobre, 2007 a 10:20 pm
seflow
Per il riavvio fisico non devi guardare nessuna compatibilità, la presa agisce sull’ impianto di alimentazione.
Per la gestione remota, che invece non viene gestita dall’ IPM10i devi avere una scheda con integrato la boot rom (è il PXE agent), ormai praticamente qualsiasi scheda di rete integrata ne è dotata.
20 Ottobre, 2007 a 4:17 pm
Daniele
Salve, a tutti oggi ho visto il vostro blog e devo dire che è un’ottima idea perchè fà capire che seeflow è fatta anche di persone e non solo da server e script automatici. Vorrei soltanto farvi una critica in quanto i server ready to run non sono disponibili e mancano indicazione sul lancio di nuovi server.
Ciao Daniele.
20 Ottobre, 2007 a 5:09 pm
seflow
L’ idea è appunto quella, creare un rapport trasparente con gli utenti in modo che sappiano come lavora seflow.
Per i ready to run purtroppo non riusciamo a dare date certe in quanto solitamente, vista la qualità delle offerte, ed il fatto che sono limitate come quantità, hanno durata di sole poche ore. Sicuramente settimana prossima metteremo online nuovi prodotti readytorun, molto probabilmente le prenotazioni inizieranno già martedì, con l’ inizio del lancio per giovedì 25 ottobre